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Divieto di svapare nei luoghi pubblici, allarme rosso

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Legge ‘ammazza’ e-cigs da un lato, estensione della legge Sirchia dall’altro. Quello che era considerato uno dei punti di forza degli svapatori, ovvero la possibilità di utilizzarli anche nei luoghi pubblici senza incorrere in sanzioni, potrebbe ben presto lasciar spazio ai temuti divieti. Nell’attesa che l’istituto superiore della Sanità rilasci uno studio approfondito riguardante la sicurezza dei vaporizzatori personali, coloro che da tempo hanno abbandonato il fumo della sigaretta tradizionale rimangono con il fiato sospeso. Ciò che appare più probabile è che la legge Sirchia, che ha imposto il divieto, a partire dal 2005, del consumo di sigarette nei luoghi pubblici, venga estesa anche alle e-cigs, riducendone di fatto l’utilizzo alle aree esterne o, nel caso di locali o luoghi di lavoro, alle aree dedicate.

Questo nonostante i dati parlino chiaro: da uno studio condotto dal Fraunhofer Institute for Wood Research di Monaco è emerso infatti che nel vapore della sigaretta elettronica non vi è traccia di formaldeide, sostanza tossica presente invece nelle bionde. La restrizione rischierebbe di equiparare il vapore aromatizzato al fumo da combustione delle sigarette tradizionali e porta con sé una perplessità: il fumatore di sigaretta elettronica si troverà costretto a svapare insieme ai fumatori tradizionali? Un problema da non sottovalutare dal momento che ormai ristoranti, pub, discoteche e luoghi di lavoro sono dotati di locali adibiti ai fumatori. La nuova normativa della legge nella sua versione estesa prevederà locali ad hoc o gli svapatori si troveranno costretti ad intossicarsi con il fumo passivo che, proprio in virtù della sua tossicità, avevano deciso di abbandonare?