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E-cig, Tar concede la sospensiva ma i Monopoli non ci stanno

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Sulle sigarette elettroniche la partita si gioca in tribunale, e in piazza. Una vera battaglia a colpi di sentenze, dopo le infruttuose trattative tra rappresentanti del settore e-cig, la AAMS e il deputato Pdl Alberto Giorgetti, sfociata nella presentazione di un ricorso al Tar da parte di produttori e importatori. Tar del Lazio che, proprio pochi giorni fa, ha concesso la “sospensiva provvisoria” per il decreto che prevedeva un’imposta di consumo del 58,5% sulle sigarette elettroniche. Un risultato positivo per l’Anafe-Confindustria, associazione che riunisce i produttori, perché la sospensiva del tar di fatto, “ha spinto in un limbo normativo il sistema che prevede un’imposta di consumo del 58,5% sulle sigarette elettroniche e su tutti i prodotti ed accessori ad esse correlati”.

Ma i Monopoli non ci stanno e sottolineano che il giudice amministrativo “ha solo sospeso il nuovo regime autorizzativo previsto per i depositi, ma non l’applicazione del prelievo fiscale, in vigore dal primo gennaio 2014, che resta dovuto nella misura prevista dalla legge, del 58,5%”. A conferma, l’Anafe spiega che “essendo saltato il regime autorizzativo non salta la tassa. Ma a questo punto non è più chiaro come pagarla e su cosa. Cioè su quali prodotti non potendo essere registrati visto che è saltato appunto il regime autorizzatorio”. Per il momento dunque la tassa resta e restano così a rischio migliaia di posti di lavoro. Sono oltre 5.000 i dipendenti del settore e 3.500 i negozi sparsi in tutta Italia.

Intanto domenica 26 gennaio, dalle 12 alle 18 in piazza San Babila a Milano è stato organizzato lo “Svapo day”, manifestazione indetta contro il “monopolio dello Stato” della sigaretta elettronica. Il tam tam in rete e il passaparola porterà in piazza diverse migliaia di persone tra svapatori, commercianti, importatori e grossisti, uniti contro l’imposta sulle e-cigs che considerano “una legge ingiusta”.