Home Normative E-cigs, gli emendamenti per salvare un settore dalla tempesta mediatica e legislativa

E-cigs, gli emendamenti per salvare un settore dalla tempesta mediatica e legislativa

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Una serie di emendamenti per ‘salvare’ la sigaretta elettronica da tassazione smisurata e divieto di pubblicizzare il prodotto. Sono quelli presentati al Dl scuola per modificare i divieti approvati col Ddl Iva e lavoro, che estendevano la legge Sirchia e i divieti di pubblicità sulle e-cig. Tra gli emendamenti presentati a Montecitorio c’è quello a firma di Giancarlo Galan (Pdl) che, al posto dei divieti assoluti, prevede limiti alla pubblicità delle sigarette elettroniche e delle relative ricariche. L’obiettivo è consentirne la pubblicità a condizione che riporti, in modo chiaramente visibile la dicitura “presenza di nicotina” e l’avvertimento sul rischio di dipendenza da nicotina.

Gli altri emendamenti, a firma Capozzolo (Pd) e Lavagno (Sel) cercano di commisurare la futura tassazione del prodotto alla quantità di nicotina presente: “A decorrere dal 1° gennaio 2014 – si legge nell’emendamento a doppia firma – i prodotti contenenti nicotina, diversi dai tabacchi lavorati, sono assoggettati ad una imposta di consumo, stabilita dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli e commisurata alla quantità di nicotina presente nel prodotto, ad esclusione dei dispositivi meccanici ed elettronici che ne consentono l’utilizzo”. L’obiettivo è preservare i seimila posti di lavoro distribuiti nei tremila punti vendita attivi sull’intero territorio nazionale.

Emendamenti preziosi per un settore fortemente in bilico e a rischio sopravvivenza perchè colpito su più fronti: prima osteggiato dalle multinazionali del tabacco ed ora potenziale strumento per generare introiti da destinare alle casse dello stato. In base all’ammissibilità o meno degli emendamenti presentati sarà possibile garantire un futuro al settore delle sigarette elettroniche o condurlo, con la maxi tassa del 58% sull’intero dispositivo, al totale fallimento.