Home Normative E-cigs, la supertassa che fa ‘fumo’ da tutte le parti

E-cigs, la supertassa che fa ‘fumo’ da tutte le parti

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Manifestazione dei venditori di sigarette elettroniche contro la tassazione delle stesse proposta dal Governo - fotografo: Benvegnù - Guaitoli

Più che una tassa è una supertassa. L’accisa che dal prossimo mese di gennaio verrà applicata sui vaporizzatori personali rischia, ingiustamente, di far collassate un settore che nel giro di soli tre anni ha conosciuto un boom senza paragoni, tanto più in tempo di crisi. Stiamo parlando della legge 99/13 in vigore dal 22 agosto, il cui comma 22 assoggetta, a decorrere dal 1 gennaio 2014 questi dispositivi alla nuova imposta di consumo. Questa incoerente corsa ai ripari, con una spropositata tassazione non solo per il dispositivo elettronico ma anche per i liquidi ed suoi accessori, equipara di fatto l’e-cig alle sigarette tradizionali con nuove regole: oltre all’imposta elevata infatti, le sigarette elettroniche potranno essere vendute dalle tabaccherie e sarà vietata qualsiasi forma di promozione. Ma non solo: la commercializzazione dovrà essere preventivamente autorizzata dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

La tassa si abbatterà come una scure riducendo il fatturato anche dell’80%, e diverse migliaia di persone rischiano seriamente di perdere il lavoro. Ma ciò che è peggio è che quello che dovrebbe costituire un’alternativa benefica alle sigarette, diventa di fatto un prodotto succedaneo al tabacco in tutte le sue componenti; non solo nei liquidi ma anche nella batteria al litio che alimenta il vaporizzatore personale, nella resistenza presente all’interno dell’atomizzatore o nelle parti di ricambio.

La speranza, lo ha dichiarato il presidente dell’Associazione Nazionale Fumo Elettronico Massimiliano Mancini, è che un settore che nel solo 2012 ha fatturato 350 milioni di euro con l’apertura di 3000 punti vendita e l’impiego di 4000 persone, non si disgreghi altrettanto rapidamente a causa di una legislazione contraddittoria.