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Si può smettere di fumare grazie alla sigaretta elettronica?

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Di correlazione tra utilizzo della sigaretta elettronica e riduzione del vizio del fumo si parla ormai da diversi anni. Molti sono gli studi in merito presentati sin dalla prima introduzione sul mercato dell’e-cig, prodotto che, per la verità, non è stato ideato tanto per far smettere di fumare quanto per rappresentare un’alternativa più salutare alla sigaretta tradizionale, regalando a chi decide di passare alla sigaretta elettronica una maggiore aspettativa di vita.

Ma con il tempo diversi esperti si sono detti concordi sul fatto che, grazie alle sigarette elettroniche, migliaia di fumatori di lunga data hanno definitivamente detto addio al tabacco. Basti pensare che, nella sola Gran Bretagna, 18 mila persone nel 2015 hanno smesso di fumare, come indicato nello studio dei ricercatori dello University College di Londra, pubblicato sul British Journal; da questa ricerca è emerso anche che la loro diffusione è andata di pari passo con la diminuzione delle prescrizioni di altre terapie sostitutive alla nicotina. E, come sottolineato dal direttore di BMJ John Britton nell’editoriale che accompagna la pubblicazione dello studio “Una semplice interpretazione causale di questi dati suggerisce che le sigarette elettroniche aiutano i fumatori a smettere; e che il loro arrivo ha anche causato un aumento di persone che cercano di smettere. La sfida per la salute pubblica è accogliere il potenziale di questa nuova tecnologia e metterlo pienamente a frutto”.

Un secondo studio realizzato dai ricercatori dell’Università del Michigan, pubblicato da Epidemiology, ha di fatto riabilitato l’e-cig come metodo per contrastare l’utilizzo del tabacco dopo che per un certo periodo di tempo era stato bocciato da altri studi; in realtà quanto scoperto dagli esperti americani è che il vantaggio dell’e-cig in termini di incremento del numero di persone che smette di fumare risulta di gran lunga superiore agli svantaggi ovvero al numero di persone che iniziano a fumare cominciando proprio con le sigarette elettroniche. Un terzo studio, pubblicato dalla rivista Addiction basandosi sui dati di Eurobarometro, ha evidenziato che ben 6,1 cittadini dell’Unione Europea, pari al 35% degli svapatori, hanno detto addio alle sigarette proprio grazie a questa nuova alternativa mentre il 32% ha ridotto sensibilmente il numero di sigarette fumate. Invece, in un comunicato dell’Istituto di Sanità inglese Public Health England, si evidenzia che ben 1,3 milioni di persone su un totale di 2,7 milioni di fumatori hanno perso il vizio del fumo, ulteriore conferma del fatto che la lotta al tabagismo passa sempre più attraverso le potenzialità della sigaretta elettronica da utilizzarsi come deterrente. E in Italia? purtroppo nel Belpaese la situazione non è delle migliori in fatto di numero di utilizzatori; tutto a causa della tassazione sulla vendita di dispositivi e liquidi che, sommata alla direttiva europea che ne vieta la pubblicità, riduce le potenzialità di diffusione, e conseguentemente di riduzione del vizio del fumo, dell’e-cig. Tra il 2014 ed il 2015 l’Italia ne è stata fortemente penalizzata subendo la concorrenza dei competitors europei, con perdite milionarie.

Nonostante quelle che i produttori di e-cigs e liquidi hanno definito vere e proprie vessazioni, in particolare dal punto di vista fiscale, che hanno affossato un mercato in forte crescita, portando anche alla chiusura di decine di attività commerciali avviate da poco, negli ultimi mesi qualcosa sta cambiando e la situazione è in progressivo miglioramento. Ma il gap da recuperare è ancora piuttosto importante: vi sono infatti solo mezzo milione di svapatori, a fronte di undici milioni di fumatori. Del resto, seppur con una certe difficoltà provocata dall’ostruzionismo fiscale e mediatico, è oggi assodato che la sigaretta elettronica rappresenti un aiuto. A sostenerlo vi sono esperti del settore come il professor Polosa, membro del Comitato Internazionale a Sostegno della Sigaretta Elettronica nell’Ambito della Salute Pubblica, il quale sottolinea che, in particolare in Italia, vi sono troppi luoghi comuni sull’argomento, molti dei quali sono stati sfatati. In particolare il fatto che svapare possa portare a fumare cose più pesanti e dunque nocive: in realtà la stragrande maggioranza di chi passa alla e-cig sceglie di farlo per sperare di diventare ex fumatore. E statistiche alla mano, i risultati ci sono, con la sigaretta elettronica che, in tempi relativamente brevi, riesce a prendere definitivamente il posto di quella tradizionale.

Ricordiamo che, nella sola Italia, il fumo di tabacco provoca la morte di circa 70.000 persone a causa di malattie cardiovascolari, tumori e malattie respiratorie; oltre alla sofferenza fisica subita da chi viene colpito da queste patologie dunque, la sigaretta impegna fortemente, economicamente parlando, il Servizio Sanitario Nazionale. Le cose però stanno andando nella direzione giusta: ormai i fumatori considerano l’e-cig non tanto come un complemento ai metodi tradizionali per smettere di fumare ma come un’alternativa, in alcuni casi, addirittura più valida ed efficace.