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Sigarette elettroniche come i prodotti da fumo? Lo dice il Parlamento europeo

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No alla vendita della sigaretta elettronica esclusivamente in farmacia. E’ quanto stabilito nella nuova direttiva sul tabacco, votata a larghissima maggioranza e varata pochi giorni fa dal Parlamento di Strasburgo. Ma non si tratta certo di una vittoria, anche se produttori, venditori e consumatori che, in occasione del voto, si erano radunati davanti al Parlamento Europeo per manifestare il loro dissenso alla più che limitante proposta, possono tirare un sospiro di sollievo.

Se fosse passata, avrebbe di fatto chiuso le porte ai piccoli produttori, economicamente impossibilitati ad affrontare le lunghe procedure per ottenere le autorizzazioni al commercio. Il Parlamento, con il suo voto, equipara però l’e-cig ai prodotti da fumo, sigarette comprese, stabilendo il divieto di vendita in farmacia, a meno che il produttore non la presenti come specifico rimedio medicinale, e ai minori di 18 anni; bisognerà inoltre aggiungere chiare indicazioni sui potenziali rischi per la salute. E’ questo il risultato dell’approvazione dei due emendamenti presentati dal centrodestra e dai liberali alla direttiva tabacco che hanno ribaltato la valutazione della Commissione europea, che proponeva l’equiparazione della sigaretta elettronica ad un prodotto medico.

Ciò che esce da Strasburgo è insomma una vittoria a metà; se da un lato salvaguarda il lavoro di migliaia di persone, dall’altro il rischio che questo prodotto venga super tassato al pari delle sigarette tradizionali si fa sempre più concreto. E le conseguenze per il settore sarebbero disastrose. Una battaglia su due fronti, che i produttori di sigarette elettroniche si trovano costretti a combattere contro lobby potenti e senza scrupoli.